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Quando un testatore assegna a diversi eredi porzioni dello stesso edificio, la divisione della proprietà può far nascere automaticamente alcuni diritti di passaggio. La Corte d’Appello di Bologna (*) ha chiarito che, se al momento della successione esistono opere visibili e permanenti – come un atrio o una scala indispensabili per raggiungere i piani superiori – può configurarsi una servitù per destinazione del padre di famiglia, anche se il testamento non la prevede espressamente. Ciò che conta è la funzione concreta dell’immobile e la necessità di garantire l’accesso alle porzioni assegnate ai diversi eredi, evitando che una di esse rimanga di fatto inutilizzabile. Nelle successioni immobiliari, quindi, la conformazione dell’edificio può prevalere su una semplice rappresentazione grafica contenuta nelle planimetrie testamentarie. Un’attenta pianificazione successoria oggi può evitare lunghe controversie domani (*Sez. I, sentenza 27 aprile 2026 n. 1173).
